Il talento di Elena Motta, responsabile marketing di Directa S.I.M.

Il premio per la squadra vincitrice è una borsa di studio, ogni componente della squadra riceverà fino a 1.000 euro come contributo per l’iscrizione ad un corso di formazione. Le squadre competono con denaro reale messo a loro disposizione da Directa; nulla sarà dovuto in caso di perdita, mentre se si otterrà un utile questo rimarrà alla squadra. Questa scelta ci è parsa un modo simpatico – e formativo – di focalizzare l’attenzione sui risultati rimuovendo però il rischio perdita.
All’interno della competizione è prevista l’opportunità di 2 stage per ciascuna università partecipante. Le Universiadi del Trading sono state concepite anche per offrire l’opportunità a studenti meritevoli di entrare in contatto con prestigiose banche ed avere un possibile ingresso nel mondo del lavoro. Qual è stata la reazione delle banche a questa iniziativa?
A questo proposito devo ringraziare quegli istituti di credito con noi convenzionati che hanno subito creduto nell’iniziativa e che senza il loro fondamentale contributo nell’offrire la possibilità di stage non avremmo potuto realizzare Le Universiadi del Trading così come sono state concepite, cioè una iniziativa che abbia anche lo scopo di mettere in contatto gli studenti con il mondo del lavoro.
Editrice Le Fonti inizierà ad aprile un master in trading online, e molte sono le iniziative formative rivolte a questo ambito della finanza. Quale pensa che sia il livello qualitativo della formazione nel trading online in Italia rispetto al resto d’Europa?
Per quanto possa stupire, ritengo che l’Italia sia il paese d’Europa in cui il Trading online, effettuato dai privati, raggiunge i livelli di maggior sofisticazione e diffusione. Questo è riconducibile, in primo luogo, ai bassi costi di transazione ma anche all’effetto generato dall’entusiasmo per la new economy negli anni 1999-2000. La formazione si sta adeguando alle richieste degli investitori e gli eventi sul tema sono sempre più frequenti e di qualità. È quindi un settore potenzialmente in crescita per i prossimi anni, specie in Italia e in Germania, mentre in altri stati europei il trading on line e la formazione ad esso collegata sono un fenomeno poco diffuso, poiché la tassazione sull’intermediato – abolita in Francia solo poco tempo fa e ancora attiva in Inghilterra – non ne ha favorito lo sviluppo.
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