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Informazione on line, i siti web spariti

A.INF.O.L. - Associazione Informazione On Line

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (*)

(*) Interessanti riflessioni a cura dell’Associazione Informazione On Line.

L’informazione on line non è solo quella che raggiunge le grandi vette dell’Audiweb.
C’è un’ampia galassia di siti web che, con formati diversi, offrono news e riflessioni che non è azzardato definire, a volte, anche di alto livello.
L’informazione che transita nell’universo internettiano ha superato prove importanti e indubbi ostacoli, primi tra tutti, l’iniziale diffidenza (legittima) del pubblico internauta e le scelte di editori improvvisati.
Editori improvvisati, non particolarmente motivati e che non furono particolarmente avvezzi a riconoscere il valore di quanto, almeno in una fase iniziale, i propri redattori avevano creato.
Editori che avrebbero fatto meglio a occuparsi di altro e a lasciare uno spazio maggiore a chi materialmente contribuiva ad aggiungere un vero valore, giorno dopo giorno e articolo dopo articolo, al sito web di informazione on line.
In altre parole, bisogna riconoscere che alcuni progetti di alcuni anni fa, che stavano passando da una fase di rodaggio a una fase di valida realtà consolidata (e chissà con quali interessanti sviluppi), sono stati letteralmente buttati nel cestino dai rispettivi editori.
Il nostro gruppo di analisti e osservatori del “mondo web che informa“ ha individuato tre esempi classici di come, prima, si crea un sito web di informazione on line ricco di contenuti interessanti e, poi, per ragioni che sembrano sfuggire all’umana comprensione, si manda tutto all’aria, abbassando il livello di ciò che si pubblica, non pensando più al “chi è che ci legge?” e, alla fine, considerati i risultati ai limiti del disastro, si chiude con la disattivazione definitiva. 
Ed ecco gli esempi più eloquenti.
Anno 2000, viene attivato on line un sito web che si occupa di nuove tecnologie, Internet, comunicazione e marketing: IDEAWEB. La grafica è un po’ elementare, non viene pubblicato molto, ma agli occhi più attenti non sfugge la qualità dei contenuti innovativi. Siamo in piena esplosione del World Wide Web in Italia e chi cerca informazioni settoriali per aggiornarsi (per lavoro o per studio), trova in IDEAWEB qualcosa di interessante. Se ne parla in un paio di occasioni seminariali (a Milano e a Bologna): il sito piace e sembra promettere piuttosto bene. Ma passano sì e no un paio di anni e i contenuti diventano banali e sempre meno originali. Sparisce (giustamente). Veniamo a sapere che l’editor era una persona che, preso dalla passione per certe discipline, aveva creato e gestiva il sito con entusiasmo, ma, poi, venne fuori che la sua era stata solo una voglia momentanea. Peccato.
Passiamo a un altro caso.
MEDIA&CULTURA: il sito web, con formato tipo gli attuali blog, viene attivato nel 2001. Parla di comunicazione, cultura, letteratura, Internet. Vengono pubblicate interviste a docenti, ricercatori, viaggiatori (per lavoro o per passione) e a letterati. Forse, è un po’ troppo di nicchia, ma lo stile divulgativo degli articoli è di indiscutibile valore. Il giornale culturale on line è interessante e ricco di spunti, tanto che un paio di giornalisti (uno di Milano e uno di Roma) non mancano di trarre qualche spunto per nuovi servizi proprio da MEDIA&CULTURA. I redattori sono in maggioranza giovani ed estremamente motivati. Poi, quando meno te lo aspetti, il proprietario del sito ha una bella pensata: basta con Internet, si passa al cartaceo. Non essendoci i presupposti e dopo un paio di uscite tipo free press, realizzate inviando l’omonimo giornale di carta a una nutrita lista di nominativi scelti un po’ a caso, l’esperienza si chiude, dato che il budget è stato completamente prosciugato per la stampa e per l’invio postale. Insomma, una fine assurda che, a distanza di anni, ha tutto il sapore del più feroce degli harakiri di giapponese memoria.
Altro caso che ha dell’incredibile è quello di AZIENDENEWS: il portale di informazione economica che viene attivato on line nel 2001. L’inizio è subito buono: divisi per rubriche (marketing, comunicazione, export, risorse umane, Internet, ecc.), i contenuti sono di buon livello e, dopo una breve fase forse un po’ troppo accademica durata non più di qualche mese, AZIENDENEWS diventa una delle realtà più interessanti e promettenti dell’inizio decennio. Non pochi articoli vengono ripresi da siti “istituzionali” (camere di commercio e associazioni industriali) e sono citati nel corso di workshop economici in cui si parla di aziende, marketing e trend economici. Gli stessi editoriali del direttore richiamano un buon tasso di interesse, ponendo a occhi attenti tematiche e riflessioni dense di spunti. Il portale viene citato in un ampio gruppo di siti web come “link consigliato”. Poi, accade l’inatteso. Quando arriva il momento di fare un ulteriore salto di qualità, quello decisivo, l’editore opta per articoli di livello inferiore e dagli argomenti inflazionati. Contemporaneamente, cambia il direttore: arriva una persona fresca di laurea in lettere e filosofia (bellissima facoltà universitaria, ma che c’entra con l’economia?) che, poco tempo dopo, lascia l’incarico per andare a insegnare alle scuole elementari. Il sito rimane inattivo per un po’ e, alla fine, sparisce dal World Wide Web senza lasciare traccia.
Nessuno può affermare che costruire una buona realtà di informazione on line sia facile, ma i presupposti per fare e per fare bene ci sono sempre, a patto di avere idee chiare, motivazioni serie, capacità di afferrare e di comprendere sia le necessità e sia le aspettative dei lettori internauti.
Qualche esempio di chi, invece, ha fin qui saputo fare il proprio lavoro fino in fondo non manca: Lettera43, L’Inkiesta e Il Post sono eccellenti casi di progetti di informazione on line creati, sviluppati e portati avanti con criterio e intelligenza, senza improvvisare nulla e senza mai forzare i tempi.
L’unico paradigma valido rimane:
EDITORE MOTIVATO + REDAZIONE DI MESTIERE = INFORMAZIONE ON LINE


A.INF.O.L. – Associazione Informazione On Line

aprile 5, 2012 Pubblicato da | comunicati stampa | , , , , , , | Lascia un commento

Il Premio Giornalistico ComunicareItNet assegnato a Marco Mancinelli e Maria Giuliani

Premio Giornalistico ComunicareItNet

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Assegnato il Premio Giornalistico ComunicareItNet organizzato dall’associazione tra blogger e consulenti per la comunicazione ComunicareNet.
Il vincitore per la sezione “carta stampata” è Marco Mancinelli, giornalista free lance, con l’articolo “La rivoluzione digitale”, pubblicato sul mensile di economia “Largo Consumo”.
Motivazione: “per aver descritto con professionalità, rara chiarezza e ampia ricchezza di particolari l’importante scenario evolutivo della televisione digitale terrestre“.
Inoltre, il premio per la sezione “web“ è andato a Maria Giuliani, redattrice web, con l’articolo “Mondo del blog, step by step”, pubblicato on line sul sito di article marketing “ArticoliOnline.net”.
Motivazione: “per aver affrontato efficacemente le caratteristiche tecniche e le potenzialità delle principali piattaforme blog“.


ComunicareNet – Segreteria Premio Giornalistico ComunicareItNet

marzo 25, 2010 Pubblicato da | comunicati stampa | , , | Lascia un commento

L’arte di guardarsi allo specchio: intervista a Piera Mura

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Rigate, a pois, bicolori, fluorescenti, strettissime con il nodo complicato. Per il lavoro e per l’aperitivo. Per nascondersi e per essere notati. Esiste una cravatta per ciascun carattere. Lo sostengono Gianni Mura e sua moglie Piera da lui ribattezzata Petra, che nel 2000 hanno aperto un atelier in Via Torino 54, nel cuore pulsante della Milano della moda. Gianni Mura, però, non si limita a cercare stoffe e vendere queste lingue di seta che stringono il collo. L’estroso sardo trapiantato a Milano le disegna pure. Mentre la moglie sta dietro al bancone, lui, in laboratorio, da dieci anni, crea i modelli da mettere in vetrina. E due li ha pure brevettati: la cravatta porta credit card con fermacravatta interno e quella con il codino a vista. Cravatte d’essai, dicono i coniugi Mura. Mica pensate per i barboni, ma per un carattere versatile, una personalità forte e qualche soldino in tasca. Vera e propria passione, che ha spinto Gianni persino a scrivere un trattato sulla cravatta.
Signora Piera, un antidoto contro l’omologazione?
«A ciascuno il suo. Ma questi modelli sono acquistati anche da clienti che non immagineremmo mai. Ad esempio, i magistrati. Che di giorno sono impeccabili con il loro abito e la loro cravatta classica e la sera appendono il vestito da lavoro e si trasformano per andare a bere un aperitivo».
Con una cravatta più originale?
«Esatto. Ed è quella la loro vera personalità».
La cravatta permette quindi di far venir fuori il proprio alter ego?
«Assolutamente sì».
Quest’anno quali sono le tendenze da seguire?
«La cravatta stretta, amata dai giovani e anche da alcuni professionisti. Tra i giovani, le fantasie morbide, con i disegni che arrivano dall’Inghilterra e il rigato britannico».
Colori?
«Quest’anno si punta molto sul verde, che è la cravatta dell’uomo macho appassionato, come dice mio marito nel suo libro».
Per voi che cos’è la cravatta: un vezzo, un accessorio, un modo d’essere?
«È un complemento. Senza la cravatta l’uomo non è identificato. Non dico come maschio, ma proprio come carattere e stile. È un modo di essere. Per molti è anche un vezzo. È un mix di tante cose».
Che cos’ha in più un uomo con la cravatta?
«Regala a chi gli sta attorno un senso di pulizia, di fiducia, di responsabilità. Gianni scrive proprio che chi indossa la cravatta è già in partenza un uomo solare e vincente».
Eppure si dice che l’abito non fa il monaco.
«Oh no… lo fa, eccome! L’aspetto è il primo biglietto da visita».
Oggi la cravatta si porta come prima, più di prima o meno di prima?
«L’abito senza cravatta è stato sdoganato e in molti tendono a copiare la non cravatta. Però non è mai tramontata».
I giovani e questo accessorio: che matrimonio è?
«Un binomio eccellente. Nel nostro atelier, vengono molti bocconiani, i futuri professionisti. I giovanissimi scelgono la cravatta stretta e quella bicolore».
I loro colori preferiti?
«Rosso, grigio, qualcuno osa tinte più forti. Anche se un cliente una volta mi disse “Quando apro l’armadio di mio figlio mi sembra quello di un prete”. Infatti, acquistò solo modelli classici e toni tenui».
Quando si indossa la cravatta? Solo al lavoro e nelle occasioni ufficiali?
«Quando eravamo giovani noi, esisteva il vestito delle feste e quello dei giorni feriali. Oggi, si usa per andare in discoteca e quando si comincia a lavorare. “Inizio a farmi la scorta”, mi dicono molti ragazzi. E lo dicono con un certo entusiasmo».
Il modello che non passerà mai di moda?
«Tutti quelli più classici».
Ma quest’accessorio rischia di passare di moda?
«Penso di no. Chi usa la cravatta è disposto a spendere per avere un’alta qualità. Molti preferiscono investire più per una buona cravatta che per una buona camicia».
Perché?
«Una cravatta cambia l’abito. Anche su una camicia normale o banale».
Voi realizzate anche camicie su misura.
«Non abbiamo modelli fissi. Cambiano a seconda del committente. Il vero stilista arriva dalla strada. Sono i nostri clienti spesso che ci portano il disegno di come vorrebbero che fosse confezionata la loro camicia. In questo modo vengono fuori capi esclusivi».
Oltre agli universitari, la futura classe dirigente, ­ chi sono i vostri clienti?
«Professionisti. Avvocati e soprattutto commercialisti. E tante mogli e fidanzate. Chi compra una cravatta per il suo uomo sa che è un regalo gradito».
Cravatta o papillon?
«Vendiamo entrambi, ma la cravatta batte il papillon venti a uno. Chi usa il farfallino è un professionista del nodo, perché è sicuramente più difficile. Il nodo semplice della cravatta si fa in un attimo e quello complicato è per i veri cultori».
La cosiddetta arte del nodo?
«Non solo. Anche l’arte di saper guardarsi allo specchio».
Suo marito la porta sempre?
«La indosserebbe anche sul costume da bagno!».
La preferita?
«La cravatta con il codino coloratissima, anche disegno su disegno. Gianni è molto estroso ed estroverso. Ama farsi notare: quando arriva in negozio, si riconosce anche da lontano».
Che cravatta indossava al vostro matrimonio?
«Una arancione shocking. Lo scorso giugno nostra figlia si è sposata. Celebrava Francesco Cossiga. A suo padre aveva chiesto una mise meno appariscente. La cravatta più cauta che Gianni ha trovato era a base bordeaux con codino rosa a pois».
Che cosa rende una cravatta una buona cravatta?
«I primi fili, che devono essere nobili e pregiati. Il broccato è l’ultima passione, più arabeggiante. Poi, vengono la seconda scelta e il cascame. Le rifiniture sono artigianali e, per la fascia più alta, eseguite interamente a mano. A fare la differenza è sicuramente la tenuta: deve durare nel tempo».

- Intervista realizzata dalla giornalista Laura Lana e pubblicata sul giornale on line Possibilia (http://www.possibilia.eu/ ).
L’intervista è stata pubblicata con altri articoli nell’ambito di uno speciale che Possibilia di Febbraio ha dedicato alla cravatta.

febbraio 22, 2010 Pubblicato da | comunicati stampa | , , | Lascia un commento

Ottagono Camiceria attiva on line il sito di e-commerce

riceviamo e volentieri pubblichiamo…

Ottagono Camiceria, azienda dinamica che si avvale della stretta collaborazione di un affermato ed efficiente Laboratorio Artigianale specializzato nella produzione di camicie di alta qualità realizzate con tessuti pregiati, con e senza personalizzazioni e in diverse vestibilità, ha attivato on line il proprio sito di e-commerce www.camiceriaottagono.it. In otto anni di attività svolta con significativo successo prevalentemente a livello locale, Ottagono Camiceria si è sempre ispirata a tre principi fondamentali: eleganza, qualità e convenienza, tre principi ora anche alla base della vendita on line, canale attivato dall’azienda per diffondere ulteriormente la propria offerta di prodotti particolari ed esclusivi. La gamma offerta on line consiste in Camicie e Cravatte Uomo (Sartoriali Cotone, Sartoriali Seta, Sartoriali Lino, Industriali Cotone Firmate, Cravatte in Seta) e Camicie Donna (Sartoriali Cotone, Sartoriali Seta, Sartoriali Lino). Oltre ai prodotti di pregio, l’azienda è in grado di fornire servizi qualificati alla propria clientela: sostituzioni di colli e polsi di camicie prodotte dall’azienda e da altri, interventi semplici o strutturali per modificarne le dimensioni, esecuzioni di iniziali ricamate a mano o a macchina e rottamazione di capi di abbigliamento ceduti in permuta con incentivi fino a 10 euro per capo. Inoltre, in questa fase di lancio del proprio sito di e-commerce, Ottagono Camiceria riserva una particolare offerta speciale valida fino al 7 Marzo 2010: per ogni acquisto minimo di una camicia sartoriale, i clienti riceveranno in omaggio una cravatta di seta.
Contatto:
Ottagono Camiceria
Via Martiri dei Lager, 98
06128 Perugia – Italia
Tel./Fax +39 075-500.20.53
info@camiceriaottagono.it
http://www.camiceriaottagono.it

febbraio 9, 2010 Pubblicato da | comunicati stampa | , | Lascia un commento

   

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